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Saturday, August 01, 2009 Il significato di amore come ricerca di un equilibrio ideale
Un argomento sul quale l’uomo ha sempre scritto molto è l’amore: il suo significato, come trovarlo, come tenerlo, come fuggirne, come farne a meno. È bene iniziare questa dispersione mentale sull’amore con la consapevolezza che spesso quando si parla di “amore” non tutti intendono la stessa cosa. Come ogni altra “attività” emotiva e personale, la parola “amore” innesca significati molto soggettivi, per cui è difficile riuscire a discutere con qualcuno sull’argomento senza cadere in banalità ed incomprensioni.
Per sintetizzare la questione, è sufficiente una parte di Waking Life: “When I say "love" the sound comes out of my mouth... and it hits the other person's ear, travels through this Byzantine conduit in their brain, you know, through their memories of love or lack of love, and they register what I'm saying and say yes, they understand. But how do I know they understand? Because words are inert. They're just symbols. They're dead, you know? And so much of our experience is intangible. So much of what we perceive cannot be expressed.” Non possiamo parlare di amore senza prima aver cercato di tracciare una definizione, alquanto generale ed astratta, di cosa voglia dire amare ed essere amati. Non posso parlare con te di amore, se io intendo pesche e tu capisci fragole. Probabilmente non è mai stato semplice identificare il “vero amore” e cosa andrebbe invece visto come “affetto” o “attrazione sessuale” o “abitudine” o “paura di rimanere soli”. È forse sufficiente leggere il saggio di Erich Fromm per avere le idee più chiare sull’arte di amare, eppure con l’andare del tempo il significato di “amore” diventa sempre più rarefatto e difficile da comunicare. Potrebbe essere utile fare un’analisi attenta di come la cultura di massa (film, libri, canzoni) sia spesso di origine inglese, il che porta a comunicare le infinite gradazioni che passano da “amicizia” fino ad “amore profondo” con una sola ed insufficiente parola: LOVE. È facile capire come la ripetizione di “love” e della sua (spesso errata) traduzione italiana in “amore”, sia utilizzata in contesti molto diversi fra loro e talvolta lontani da qualcosa che possa essere considerato “vero amore”. L’amore non è probabilmente quella cosa vista nell’infinità di film “romantici” che sbancano i botteghini nel periodo di San Valentino. Nella maggior parte dei film in cui una coppia di attori dice di “amarsi”, il loro rapporto inscenato nel film non sarà altro che una deformazione semplificata del termine, mista fra apprezzamento fisico, qualche litigata, parole banali e il classico bacio che rende tutti felici e contenti. Non è quindi l’affermazione vocale del dire “ti amo” / “i love you” che rende vero o profondo quel rapporto visto al cinema. L’amore è qualcosa che può forse essere comunicato solamente con occhi e sorrisi, con una complicità personale che è difficile rendere a parole. È forse più giusto considerare “amore” il non detto esplicitamente, la sensazione che un momento prima dell’alba o dopo il tramonto può fare affiorare nelle persone dalla giusta sensibilità. Tuttavia, se la maggior parte della popolazione assorbe il significato di “amore” da banali film, libri e canzoni, questa loro visione di “amore” sarà una versione superficiale dello stesso, creata per tranquillizzare il pubblico ed i consumatori, ma non per soddisfare realmente la profonda capacità umana di “amare”. La mancanza di modelli di vita legati da “amore profondo” (nella comunicazione di massa, ma anche fra amici e parenti) è fra le maggiori cause dell’incapacità generale di capire il vero significato di “amore” e quindi di “amare” realmente. Fino a quando dei rapporti superficiali vengono classificati come “amore”, ecco che chiunque può “amare” in superficie. L’amore è alla portata di tutti, perché sembra richiedere poche e semplici caratteristiche. Finché è possibile incontrare una persona di bell’aspetto con cui andare a divertirsi e discutere per ore su dove fare aperitivo il prossimo weekend, ecco che l’amore è assicurato. Ma chi può avere il diritto di definire cosa sia realmente l’amore? Possiamo affermare che l’amore dovrebbe esser e quel rapporto speciale fra due essere umani che raggiunge una profondità, una sintonia ed un legame tale da renderlo “più intenso” rispetto agli altri rapporti interpersonali. Per questo motivo è forse corretto dire che un rapporto non è “amore” se esiste un’altro rapporto simile ma “più intenso”. Ad esempio, pensiamo a due persone che dicono di amarsi, ma quando si fanno un regalo sono in crisi sul cosa regalare, il che spesso si risolve in un dono costoso e senza significato emotivo. In questo caso il loro rapporto potrebbe non avere lo stesso diritto di essere considerato “amore”, rispetto ad un’altra coppia che non ha bisogno di cercare un regalo, ma che spontaneamente si scambia un oggetto o un gesto che nasce dalla più profonda conoscenza reciproca, un dono dal minimo valore economico ma dall’enorme valore emotivo. Se l’amore è quel rapporto speciale e “più intenso” rispetto agli altri, non è forse giusto definire “amore” soltanto quel rapporto di coppia “superiore”? Il significato della parola amore è si soggettivo, ma allo stesso tempo è possibile identificare un valore di "amore oggettivo”, ovvero quell’ideale di legame profondo con un’altra persona che tocca le più importanti capacità umane: sensibilità e riflessività. Un individuò può amare realmente un’altra persona solamente se è capace prima di tutto di amare sé stesso e la propria umanità. Questo significa dedicare parte della propria vita per migliorare la propria personalità, assorbendo conoscenza, cultura, arte (visiva e musicale), sviluppando una sensibilità capace di vedere la bellezza del mondo, di riflettere su sé stessi e sugli altri, di capire cosa è davvero importante. Se l’amore è quel rapporto che lega le più profonde capacità umane, è necessario per prima cosa raggiungerle singolarmente, per poi condividerle con un’altra persona in grado di capirne l’importanza. Ovviamente è anche possibile iniziare da soli questo cammino per poi continuarlo assieme ad un’altra persona speciale. Un rapporto fra due persone sensibili e riflessive è automaticamente “più intenso” rispetto ad un rapporto fra due persone “insensibili” e “stolte”, per questo ha maggior diritto di essere considerato “amore”. Ovviamente il rapporto fra due persone “profonde” sarà di conseguenza più complesso da gestire, per tutte le infinite sfumature delle 2 personalità a confronto. Su questo paragrafo ci si potrebbe fare un libro intero, quindi meglio finire qui e continuare con il resto. Ritorno per l’ennesima volta sul fattore tempo: riuscire a gestire il proprio tempo ed il tempo della coppia è un elemento essenziale su cui costruire un forte legame d’amore. Come già scritto in lungo nel post “il tempo per la felicità”, una delle maggiori problematiche dell’individuo sensibile e riflessivo è quella di riuscire a trovare il tempo da dedicare alle proprie passioni ed al legame con l’eventuale persona amata. L’amore verso un essere umano è esclusivo perché non è possibile amare profondamente più di una persona alla volta, poiché la propria mente, spirito e corpo sono dedicate completamente a quella specifica donna o uomo. Ma questo non significa che l’amore non possa essere espresso contemporaneamente verso i propri interessi personali. Una persona profonda ama con tutto il suo cuore i propri interessi (musica, letteratura, cinema, sport, videogames, creazione artistica…), poiché sono parte della sua personalità, fondamenta del suo modo di essere e di esprimersi. Gli interessi profondi e sinceri sono amati con la stessa intensità dell’amore verso una persona e l’unico modo per vivere bene con questi “amori” è quello di equilibrare al meglio il tempo in cui svilupparli. Deve esistere il tempo per parlare e sorridere con la persona amata ed il tempo per leggere un libro o ascoltare musica. La soluzione ideale sarebbe sviluppare i propri interessi con la persona amata, ma di questo parlerò meglio dopo. L’uomo sensibile e riflessivo soffre senza amore, che sia quello di un’altra persona o quello delle sue passioni profonde. Un’altra questione spesso ignorata è che si può parlare di amore solamente quando questo amore è ricambiato. L’amore è un legame coinvolgente fra 2 persone, che si dedicano l’una all’altra senza limiti o riserve. Se una persona non ama l’altra, questo rapporto non è “superiore” poiché manca del coinvolgimento emotivo completo. Quali caratteristiche dovrebbe quindi avere un rapporto di “vero amore”? Per soddisfare le proprie capacità umane, un legame forte è raggiunto soltanto quando le persone che si amano esprimono almeno 4 dimensioni di valore: essere “Migliore Amici”, essere “Amanti”, fare da “Mamma & Papà” e di conseguenza essere “Figli” reciproci. Mi spiego: Migliori Amici: la complicità, la capacità di ascoltarsi, il comprendersi con uno sguardo, la completa fiducia, il conoscere le paure e le potenzialità dell’altro, l’interazione attiva, il saper consigliare nel migliore dei modi, il parlare per ore guardandosi negli occhi, la stessa visione del mondo, una simile filosofia di vita, la sincerità di opinione, il discutere per migliorarsi a vicenda, il poter contare sulla sua presenza in ogni momento, la consapevolezza di essere compresi e di comprendere, meta-comunicare sul proprio rapporto in modo naturale, esprimere i propri dubbi senza timore, la capacità di rivelare le attrazioni estetiche per altri uomini o donne, raccontarsi per come si è senza maschere di convenienza, ridere per niente e ridere per la più alta ironia, sentirsi a proprio agio in ogni momento della giornata… Amanti: la passione, i baci, i corpi nudi che si sfiorano con dolcezza e forza, l’attrazione fisica, l’eccitazione, il piacere visivo e tattile, il coinvolgimento sessuale, il dare e ricevere, l’orgasmo erotico e mentale, il non smettere mai di essere adolescenti in calore, la voglia e la soddisfazione, gli sguardi e i morsi… Mamma & Papà: la dolcezza, l’affetto incondizionato, il voler proteggere dal male del mondo, la tenerezza, gli abbracci che scaldano il cuore, il prendersi cura ed il preoccuparsi anche per un nulla, le coccole, i pranzi e le cene cucinate con amore, le attenzioni per le piccole cose, il ricordarsi dei giorni speciali, i regali fatti solo per il bello di un sorriso, le cure e la comprensione anche quando non la si merita, i rimproveri un po’ arbitrari, il bello del viziarsi a vicenda, la soddisfazione di veder crescere e la paura che una volta cresciuta la persona amata possa volar via dal proprio nido... Figli: il sentirsi protetti, il farsi stringere forte forte, il corrersi incontro quando si torna a casa, i dispetti innocui e birbanti, il rimaner bambini, la tranquillità di essere accuditi, la sicurezza, il ricevere vizi e regali, pensare che tutto sarà per sempre, l’innocenza e l’ingenuità, gli occhioni dolci, sentire di aver tutto, rubare gli ingredienti del pranzo con il sorriso della mamma, appoggiarsi nel proprio angolino fra le braccia del papi, la meraviglia per le piccole cose, il sogno di fuggire sapendo di poter tornare ed essere accolti con un abbraccio… Non è certo semplice trovare una persona che sappia esprimere questi valori. Per quanto se ne dica, anche con tutta la propria capacità di amare non certo è possibile farlo senza la fortuna di incontrare qualcuno in grado di condividere questo amore. Come nel resto della vita, il caso, la fortuna o il destino avranno la meglio anche sull’uomo più profondo, sensibile e riflessivo. L’importante è capire che le occasioni di incontrare l’amore sono poche e rare, è necessario esprimere la propria personalità ed interagire con chi può essere compatibile, cercare nel posto giusto e nel modo migliore. E se si riesce a trovare questa persona speciale, è bene ricordare di tenersela ben stretta. Come cantava qualcuno: “Only if you're looking will it find you, ‘cause true love is searching too, but how can it recognize you, unless you step out into the light?”. Ma è davvero possibile trovare il vero amore? La risposta può solo essere relativa, perché come detto molto va lasciato alla fortuna e al caso. Ma in qualche modo vedo 2 possibili risposte: un Amore Potenzialmente Raggiungibile ed un Amore Utopico Ideale. L’Amore Potenzialmente Raggiungibile è il trovare una persona che riesce ad essere una Migliore Amica, un’Amante, una Mamma o un Papà, un Figlio o una Figlia. È un caso raro, ma non impossibile. Questo tipo di amore è qualcosa di meraviglioso e realizzabile poiché trova un suo equilibrio nella imperfezione della coppia: si ha un legame molto forte ma allo stesso tempo rimangono degli interessi non comuni che possono comunque essere tralasciati. Ad esempio, una delle 2 persone può voler dedicare parte della sua giornata alla lettura, mentre l’altra preferisce impiegare quelle ore nella visione cinematografica. Pur senza raggiungere una sintonia completa, si entra in contatto con una persona in grado di renderci felici, con cui parlare, capirsi, stringersi, baciarsi, proteggersi, ridere, giocare e crescere assieme. Le stesse differenze diventano argomento di discussione positiva, in cui conoscere nuova arte per via secondaria. È un rapporto attivo in cui le 2 persone donano e ricevono molto a livello umano, con la consapevolezza di aver trovato un legame personale che la maggior parte della popolazione non potrà mai raggiungere. In questo caso la durata del rapporto può essere tuttavia ostacolata dalla profondità raggiunta da quegli interessi non comuni alla coppia. È possibile che per una persona sensibile e riflessiva non sia abbastanza quello che ha trovato, poiché il suo livello umano gli chiede qualcosa di ancora più perfetto, senza carenze ne incongruenze. L’Amore Utopico Ideale è quel rapporto che forse nessuno potrà mai raggiungere. È l’amore in versione perfetta, in cui si incontra una persona che riesce ad essere una Migliore Amica, un’Amante, una Mamma o un Papà, un Figlio o una Figlia, proprio come per l’Amore Potenzialmente Raggiungibile, ma con in più un livello di simbiosi quasi totale. Le due persone hanno gli stessi interessi e quindi le stesse necessità e obiettivi quotidiani. Non esiste uno scontro delle personalità, poiché il problema del tempo si affievolisce nel fare assieme tutto quello che si vorrebbe fare. Ad esempio quando una delle 2 persone vuole mettersi a disegnare, anche l’altra segue e completa il disegno con colori e particolari. Si raggiunge una soddisfazione completa, in cui oltre ad essere in contatto con una persona amica, tenera, sensuale, dolce e protettiva, si è in grado di gioire per le stesse identiche cose, per quanto semplici o complesse possano essere. L’Amore Utopico Ideale raggiunge un livello di equilibrio tale in cui le persone possono considerarsi una sola entità, organizzando il proprio tempo libero con una spontanea interdipendenza. Fine? Non ho idea se questo sproloquio abbia una qualche sua utilità sociale, se sia in grado di dare una risposta o spiegare meglio un concetto tanto complesso come l’amore , ma al momento avevo bisogno di riordinare un po’ le mie idee sull’argomento. Magari fra qualche giorno capirò se ci sono riuscito. Sicuramente aggiungerò qualche frase e ne aggiusterò di altre, appena avrò ricevuto il feedback da quelle 2 o 3 persone importanti della mia vita che sanno capire le mie intenzioni quando scrivo a mente libera. Labels: amore, dispersioni mentali, Erich Fromm, felicità, nonsense, The Art Of Love |
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